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Fibromialgia, quale cura?

   

La fibromialgia è una forma reumatica caratterizzata da dolore muscolare extra articolare diffuso, da affaticamento e da diverse altre manifestazioni cliniche diffuse.
    La malattia, nonostante le sue espressioni acute quali dolore o bruciore intenso e lancinante, descritto come un “coltello conficcato”, ha prognosi benigna ossia non è una malattia degenerativa o fatale.
Così anche la sua localizzazione può interessare il collo, le spalle, la schiena, le mani e le gambe, ma talvolta tutto il corpo. Anche la sua durata è variabile.

     Può iniziare in seguito ad una rigidità del corpo come anche ad un affaticamento o ad una condizione di intenso stress.
Interessa tutti ma in particolare le donne per il 90 percento dei casi.
     La Fibromialgia sembra non essere il disturbo principale in quanto non si presenta quasi mai senza i suoi principali sintomi da condizione ansiosa o a disfunzioni di origine psico sociale o psicologica. A mio modo di vedere (Terapia Strategica) vanno considerati i sintomi che ne stanno alla base e ne definiscono via via gli sviluppi nel tempo e la loro “utilizzazione” come elementi di “scambio sociale”.

     La Fibromialgia viene definita “una sindrome da sensibilizzazione centrale, con disfunzione dei neuro circuiti della percezione”. Si tratta insomma di una definizione neurologica che riferisce una disfunzione soprattutto a livello della trasmissione dell’informazione dolorifica.
Si utilizza la terapia non-farmacologica e farmacologica.
La prima si esprime in varie forme quali l’educazione del paziente, l’esercizio aerobico ed esercizi di rinforzo muscolare, la terapia strategica, la terapia cognitivo-comportamentale, terapie fisiche (agopuntura e idroterapia) e tecniche di rilassamento o di mindfulness.

     L’utilizzo di terapie alternative e/o non convenzionali è frequente, ma solo per alcune di esse
esistono prove scientifiche valide.
Le seguenti Terapie farmacologiche sono riportate dall’Ordine dei medici della Provincia di Milano in un recente convegno (OMCEO 2016).
      Come sottolineato nel recente aggiornamento delle raccomandazioni per il trattamento della fibromialgia della società europea di reumatologia (EULAR), interventi farmacologici supportati dall’evidenza clinica comprendono i farmaci anti-depressivi (duloxetina e milnacipram), i farmaci anti-convulsivanti (pregabalin) e farmaci analgesici come il tramadolo.
     Nei pazienti con severi disturbi del sonno, le raccomandazioni europee suggeriscono di considerare bassi dosi di amitriptilina, farmaci miorilassanti come la ciclobenzaprina e il
pregabalin. Nei pazienti, in cui si associa un disturbo depressivo o un disturbo d’ansia, è importante anche un trattamento psico-farmacologico.

      Purtroppo nessuna cura definitiva è disponibile per la Fibromialgia e anche la terapia sintomatica dà spesso
risultati insoddisfacenti o parziali. Anche qualora fosse individuato il farmaco ideale, questo dovrebbe comunque essere associato a forme diverse e non farmacologiche di intervento terapeutico, finalizzate a migliorare la vita sociale e professionale di questi pazienti.

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