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Coppie smarrite

Coppie appaiono sempre più smarrite

Cosa possiamo fare con i nostri mezzi di psicologi?

La signora Consuelo è una giovane donna che viene in consultazione perché non riesce a comprendere le continue difficoltà relazionali  con gli uomini di cui si innamora.

Dotata di forte spirito combattivo si cimenta in rapporti fortemente conflittuali e competitivi, permeati da una costante lotta per il potere.

Dopo tre colloqui con finalità psico diagnostiche verrà compilato un resoconto circostanziato delle principali caratteristiche personologiche.

Dalla sua storia clinica viene desunto il profilo border line di personalità. 
Alla luce del caso clinico citato riporto di seguito le mie convinzioni diagnostiche e terapeutiche e le linee di intervento teorico-pratico.

Narcisismo o border-line sono solo sovrastrutture che complicano se uno vuole cercare di cambiare le cose.
Allora la cosa più importante è andare a valutare se si può agire sulla comunicazione per scoprire cosa non va e vedere di correggerlo.
I meccanismi della comunicazione sono numerosi e complessi e per lo più sconosciuti ai parlanti. Voglio dire che chi entra nel loop dell’incomprensione verbale non riesce a cogliere l’errore come farebbe un osservatore perché è semplicemente coinvolto.
Abbiamo scoperto che alcuni meccanismi della comunicazione si possono spiegare , comprendere e applicare a se stessi; eccone un esempio.
Di seguito voglio riportare un dialogo di fantasia – che si è, però, veramente verificato tra una moglie e il marito. Chiameremo Franca e Giovanni.
Per facilitarne la comprensione di chi legge dividerò il foglio in 4 parti descrivendo nei 4 spazi posti in orizzontale le espressioni verbali, i significati pensati e quelli espressi di ciascuno dei parlanti.
La tv è sintonizzata su un programma di intrattenimento che ha scelto Franca.
Giovanni esprime un commento critico sul programma.
Franca intende il commento rivolto a lei in quanto è lei che si è soffermata sul programma, è lei che ha il telecomando.
In seguito al commento potrebbe replicare al marito dicendo la sua sul programma, che fosse pro o contro, invece intende il commento rivolto a se stessa in quanto artefice della scelta sbagliata.
A questo punto Franca dice qualcosa al marito che il lettore non riuscirà a decifrare:
“Dovevo lasciarti morire da solo” . Di primo acchito Giovanni si sente spiazzato e risentito di una affermazione così grave. Sembra una frase senza alcun senso ma invece Franca aveva pensato a qualcosa accaduto molti anni prima all’inizio del loro rapporto quando Franca stette vicino al compagno in seguito ad una malattia abbastanza grave. Giovanni intuisce a cosa si riferisce la moglie ma ci rimane male. Si sente offeso in qualche modo.
Pensa: “si può arrivare a dire una cosa così odiosa per una affermazione così insignificante?”
La risposta è evidentemente “si” e per spiegarcelo dobbiamo ammettere che nella sua mente Franca ha compiuto tre o quattro salti logici.
1. “Mi sento incolpata di qualcosa ingiustamente”
2. “Qualcosa che mi prende e mi offende gravemente al punto che vorrei metterlo a posto definitivamente”
3. “Sei davvero ingrato, dopo tutto quello che ho fatto per te!”
4. “Non mi meriti e un giorno ti lascerò”

Come mai Franca arriva a delle esagerazioni di tal genere?

Guardiamo altri aspetti del fenomeno e organizziamo le possibili motivazione che potrebbero spiegare:

• I due stanno in rotta e qualsiasi cosa dicono si fa presto a interpretarlo come una provocazione;
• Franca mostra spesso la tendenza a sentirsi offesa verso persone che non hanno questa intenzione;
• Giovanni ha la tendenza del provocatore e colpisce la moglie con frasi a doppio senso.

Però noi dobbiamo circoscrivere le ipotesi esaminando la realtà tra i due in modo da escludere le ipotesi meno significative e portare ciascuno dei due a comprendere i propri meccanismi comunicativi abituali al di la dei luoghi comuni, di falsi psicologismi o di stereotipi di cui spesso gli psicologi stessi rimangono vittime.

Allora, mettiamo che (come davvero è accaduto) lo psicologo, cioè io, da diversi colloqui esplorativi riesce ad escludere che si tratti di malattie incorreggibili o inspiegabili scherzi dell’inconscio.
Il campo viene in parte liberato da pretesti ingombranti come teorie esplicative e risolutive.

Esploriamo, cioè, la tendenza a delle abitudini comunicative disfunzionali di ciascuno dei due comunicanti seriali e concludiamo che ciascuno ha maturato dei pregiudizi nei confronti dell’altra che fanno in modo che ciascuno corra alle conclusioni non appena cogli un segnale che ha imparato a riconoscere.
Al segnale parte la risposta stereotipata senza nemmeno ascoltare il resto e sforzarsi di discriminare tra le diverse interpretazioni. Un atteggiamento più saggio e sereno dovrebbe cercare di riflettere più a lungo senza drammatiche interpretazioni e, soprattutto, senza saltare subito alle conclusioni.
Un altro aspetto da analizzare è rappresentato dalle rispettive abitudini a sentirsi offesi e a reagire in modo incontrollabile. Quindi nel caso di Franca e Giovanni bisognerebbe fare studiare ai protagonisti quanto sono sensibili alle critiche e quanto riescono a sopportare la frustrazione.
Si tratta di due argomenti sui quali riferisco in altre parti di questo sito.
La cosa che voglio comunicare in questo scritto è che nei comportamenti delle persone che stabiliscono relazioni lunghe si possono facilmente sviluppare aspetti personali chiaramente disfunzionali, che bisogna scovare e studiare per affrontarli e cambiarli per quel che ci interessa. In questo modo daremo un segno assolutamente diverso rispetto all’approccio interpretativo o euristico che cerca una verità da qualche parte dimenticando le persone vive di fronte a se.

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