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  • Dom. Apr 21st, 2024

   “Buona sera. Sono Giorgia e volevo chiederle se una coppia devastata con dipendenza affettiva di lei e un disturbo narcisista di lui dopo 19 anni può essere recuperabile con una terapia anche se una in passato è fallita.

Se le difficoltà relazionali possono essere modificate in sane o resterà sempre un rapporto disfunzionale e malato.

Attualmente l’interesse a recuperare il rapporto è per i figli.

Le chiedo notizie per capire se ci sono le
condizioni di una terapia di coppia o c’è il rischio di protrarre nel tempo quello che non si è risolto in tanto tempo.

Cordialmente G.S.

Risposta

     La terapia di coppia è indicata in quei casi ove si riesce a individuare un appoggio in grado di recuperare la relazione.

   La relazione può rivelarsi problematica sin dal suo inizio a causa delle tendenze reciproche a comportamenti di nervosismo di incapacità a tollerare gli errori dell’altro/a,  soprattutto per la mancata conoscenza delle principali norme della comunicazione. Gli scoppi d’ira e l’irrequietezza dell’altro/a possono essere alla base di continui litigi. Per questo motivo il rapporto è contrassegnato da instabilità e continue separazioni e ricongiungimenti.

     Rapporti così possono durare tutta la vita ma il più delle volte no. Così come i membri possono verificare il ricorso dopo la prima separazione a numerosi rapporti difficili e inconcludenti.

     Il contributo dello psicologo in una coppia stabile, consiste di indicazioni ricavate dall’attitudine dei due sia a ricevere che a dare.

    E’ necessario in particolare, misurare quanto ciascuno è in grado di accorgersi dell’importanza del suo ruolo e valorizzarlo. Ma anche dallo specifico interesse a mantenere la relazione.  L’interesse riguarda la motivazione di ciascuno a rimanere in quelle condizioni spesso detestate ma a cui il terapeuta rimanda per cercare assieme una possibilità di cambiamento, ovvero, scoprire in sé le principali caratteristiche di interesse dell’altro.

Le problematiche sono spesso relazionali e migliorare la comunicazione è fondamentale

Si possono individuare percorsi terapeutici per raggiungere obiettivi concordati e del cui raggiungimento ci si deve fare garanti.

I percorsi terapeutici possono riguardare:

  1. l’insopportabilità di particolari elementi del contesto (l’abitazione, la vicinanza ai suoceri, ad esempio; il rapporto con i figli, la gestione della routine quotidiana, l’uso delle vacanze e delle spese domestiche, ecc);
  2. A che punto siamo con l’intimità. Valutare assieme cosa significa l’intimità e a che grado di intimità si trova il rapporto. Ad esempio la fiducia, la coerenza negli scambi affettivi reciproci, la particolare concordanza sessuale, l’affidabilità, la progettualità, la responsabilità).
  3. La comunicazione; quali sono i meccanismi comunicativi tra i coniugi e la gestione dell’ansia conseguente allo stress
  4. Non volere accettare il cambiamento e il ricorso costante al passato; le differenze nella visione del mondo che prima erano accettate e adesso no; il cambiamento nel fisico e nelle sembianze; l’accettazione di nuovi elementi del contesto come un figlio problematico oppure un abbassamento nelle entrate finanziarie o una malattia del coniuge.

   

       La via risolutiva del dissenso può essere breve e durare solo il tempo per una riconciliazione. Altre volte c’è bisogno di un rapporto dove lo psicoterapeuta fa da garante e tutore perciò prende in carico la coppia anche per qualche anno. In alcune circostanze è la donna a richiamare l’intervento del terapeuta che porta dopo molte resistenze il compagno alla prova dei fatti. Spesso, in questi casi è per dimostrare al terapeuta le incapacità di lui, le colpe e le cause del dissenso. Questo tipo di intervento quando viene accolto dal coniuge conduce a diversi risultati: l’assecondamento temporaneo oppure il ricorso a considerare il setting terapeutico come un palcoscenico.

In definitiva le mie considerazioni in base all’esperienza con le coppie sono queste.

  • All’origine del dissenso che conduce alla rottura c’è il continuare a giocare un ruolo che è stato alla base delle incomprensioni;
  • Nel corso del tempo la coppia non ha fatto altro che fare ricorso alle solite tentate soluzioni fallimentari e continuare così fino alla situazione attuale;
  • I singoli nella coppia non si avvedono di ricercare e applicare sempre le solite vie infruttuose che porteranno quasi sempre a una delle due vie, la rassegnazione da una parte e la separazione dall’altra.

Vedi anche: https://www.psicologo-napoli.it/il-problema-e-la-soluzione/

https://www.psicologo-napoli.it/comunicare-consapevolmente/

https://www.stateofmind.it/tag/disturbi-di-personalita/

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Di Paolo Mancino Psicologo Napoli

Paolo Mancino è psicologo specializzato in terapia strategica. Svolge la professione al suo studio di Napoli, in via Scarlatti.