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Terapia per omosessualità repressa

> Gentile Dottor Mancino,

> Le scrivo perchè frequento da due anni un ragazzo che auto-reprime la sua
omosessualità, e sarei interessato a
cominciare una terapia di coppia con lui.
> Lui ha quasi 30 anni, io 24, e non ho mai avuto problemi con la mia
omosessualità, in quanto i miei amici e le persone che mi circondano
l’accettano benissimo.
> Lui la reprime, anche sotto le influenze dei suoi amici e dei suoi
colleghi di lavoro, che, stando a quanto mi ha raccontato, gli fanno un mobbing
assurdo.
> Dopo parecchi litigi con lui, qualche giorno fa, ho avuto una
> tachicardia che mi ha causato cardiopalma e mi ha fatto finire al
> pronto soccorso.

> Ora, mi ha detto chiaramente, che ha associato quest’attacco
tachicardico all’omosessualità, che ha sempre visto come qualcosa da
curare.
> Io non voglio cercare di cambiare la sua personalità attraverso litigi
oppure silenzi, vorrei intraprendere questa terapia con lui per fargli capire
che mi sta discriminando in tutti i modi possibili dicendomi che sono malato, e
che
inoltre lo sto rendendo malato a sua volta.
> Vorrei sapere se è interessato al caso, e soprattutto, se ha dei consigli
da darmi su come convincerlo a partecipare alla terapia, e se è meglio che io
inizi a venire prima da solo per spiegarle con maggiori dettagli la situazione.
> Aspetto fiducioso una sua risposta.
> Distinti Saluti.
>
> Vincenzo

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