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Svapare fa smettere di fumare?

Oggi sembrano una gran quantità coloro che scelgono la sigaretta elettronica per smettere di fumare. Ma quanti sono effettivamente coloro che smettono entro un tempo ragionevole non ancora si sapeva.

Oggi sappiamo che la maggior parte di coloro che smettono di fumare lo fanno dopo un certo periodo di sigaretta elettronica.

Si comincia creando una situazione mista dove alla sigaretta elettronica si alternano spesso qualche sigaretta al giorno. Più tardi, cioè quando ci si abitua alla sigaretta elettronica, non appena questa sostituisce l’automatismo dell’altra, si riesce a farne a meno. Talvolta, però, la sigaretta elettronica diventa il sostituto dell’altra più pericolosa. Ciò comunque è già un buon risultato dal momento che la sigaretta elettronica di sicuro è molto meno dannosa per la salute ma non sappiamo di sicuro quanto.

La novità è che che la sigaretta elettronica veramente è diventato il mezzo più diffuso e semplice per smettere di fumare.

Una ricerca americana riportata da Le scienze e pubblicata dal British Medical Journal  lo dimostra avendo interpellato più di 160.000 soggetti di cui 22.000 fumatori. L’analisi statistica dei dati ha mostrato che chi usava le sigarette elettroniche aveva una maggiore probabilità di tentare di smettere di fumare (65 per cento contro 40 per cento) e di riuscirci per almeno tre mesi (8,2 per cento contro 4,8 per cento). Inoltre, complessivamente, il tasso di abbandono dell’abitudine al fumo è risultato più elevato nel campione dell’indagine del biennio 2014-2015 che in quello del 2010-2011: 5,6 per cento contro 4,5 per cento.

La notizia dovrebbe essere accolta con esultanza dalle autorità statali ma ciò non sembra se viene tassato allo stesso modo il liquido con e quello senza nicotina. Come dire che allo Stato non interessa nulla che i cittadini vivano meglio e più a lungo.

 

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