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Quando il pensiero è distorto

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(Tratto dal volume: Caso e Destino di Paolo Mancino).
Un pensiero distorto è all’origine di alcune difficoltà di chi soffre per la propria immagine del mondo. Dobbiamo prendere seriamente in considerazione il fatto che prima di ogni azione, di ogni comportamento, c’è un pensiero. Quando l’azione o il comportamento portano ad un risultato non atteso o non voluto vuol dire che pensiero ed azione non sono in accordo, non sono in armonia. Sembra così ovvio da non farci caso, eppure il pensiero governa le emozioni ed è in grado di farci stare male oppure farci stare bene.
Se non ci sentiamo compresi oppure non riusciamo a studiare come vorremmo o non riusciamo ad essere persuasivi o ci sentiamo molto spesso in difficoltà emotive, allora c’è scompenso tra il pensiero e l’azione. Le aspettative su noi stessi e sui risultati delle nostre azioni o iniziative vengono deluse. Rimaniamo turbati, confusi, nervosi. Non ci sentiamo compresi e reagiamo in vari modi e forme. In origine questo scompenso non c’era e nello stato naturale non si verificano conseguenze gravi. Anzi, le frustrazioni aiutano all’adattamento migliore nella società.
Il nostro stesso modo di percepire gli altri e il mondo viene distorto dall’educazione sbagliata, dal cattivo esempio, dai pregiudizi, da certe condizioni di stress oppure da cattive abitudini di pensiero che ci costringono a fingere di essere altro da quello che siamo. Di conseguenza, lo sviluppo di un falso sè porta ad assumere stati e condizioni particolarmente penosi. La volontà vi può apparire fiacca, quasi coartata, come presa da qualcun’altro. Per quanto riuscite ad essere convinti di una cosa non siete in grado di praticarla o a portare a termine un comportamento o un compito che ritenete facile o giusto. Nei casi più difficili vi sembra di essere in possesso di una forza esterna che vi costringe a non fare quello che nelle intenzioni sembra la cosa giusta e che ritenete anche a portata di mano.
Si può perdere il potere su di sè fino a umiliarsi in una dipendenza dalla quale si pensa di non riuscire più a liberarsi come da certi automatismi quali la dipendenza da sostanze, dal fumo, dall’alcool, dal gioco d’azzardo, da internet, da una persona o dal sesso o da una paura che ritenete ingiustificata.
Alcune persone si dicono sempre: “se solo riuscissi a prendere l’iniziativa…” e continuano a mortificarsi in un angolo. Il giudizio che si danno queste persone è molto severo. In realtà è tanto più severo quanto più alte sono state le loro aspettative su di sè. Per non soffrire più, rinunciano. Questo errore si può ripetere per tutta la vita.
Tutto ciò è pensato da una mente a cui nessuno può avere accesso tranne che il diretto interessato, cioè il possessore. Possiamo dedurre i pensieri cioè i contenuti che esprime la mente, solo dai comportamenti. A volte nemmeno il possessore sa perchè di certi suoi comportamenti. In questi casi ci si rivolge all’esperto o/e ci si mette a studiare.
In questo scritto e nei prossimi parleremo delle innumerevoli possibilità offerte dalla teoria “ABC” e di come la sua applicazione vi può cambiare la vita.

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