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Mi dai sempre torto

 

comunicaDebora e Armando sono due insegnanti che stanno assieme da alcuni anni. Sono una coppia ricostituita tre anni prima e hanno deciso di venire da me per farsi aiutare. 

Hanno intorno ai 50 anni di età. Armando lamenta un comportamento che procura alla coppia frequenti litigi. Ogni volta che Armando si trova in qualche difficoltà nella comunicazione con qualcuno, in particolare se accade che le persone non lo favoriscono o non riesce ad ottenere un servizio attraverso il contatto con un call center ad esempio, Debora gli si contrappone alimentando la sua frustrazione e la sua rabbia.1 Quanto più lui chiede di essere sostenuto e compreso, tanto più lei lo riprende con l’accusa di non essere capace di comunicare come lei vorrebbe. Debora è convinta da parte sua che, quando non è daccordo con lui lei debba dichiararlo a prescindere dalla situazione. Lui si sente aggredito da lei proprio nei momenti di maggiore difficoltà anzichè riceverne aiuto e considerazione. Debora ritiene che il non farlo sarebbe per lei una ipocrisia. D’altra parte ha sempre fatto così e si è trovata bene nel tirar su i suoi due figli. Armando dal canto suo, sente questi attacchi ingiusti e dannosi per il rapporto. Ritiene che Debora dovrebbe mettere da parte, almeno in quei momenti la sua pulsione di “affermazione del giusto”, e non distruggere in quel modo la loro buona relazione. Il principio a cui si ispira Debora è di non voler rinunciare al suo “metodo correttivo” nei suoi confronti in quanto ritiene che egli commetta molti errori di presunzione nella comunicazione con lei e con gli altri, mostrandosi saccente, aggressivo e autoritario. Debora lamenta ancora che il compagno nella comunicazione non è spontaneo ma, manifesta spesso un atteggiamento controllato in apparenza. Questo gli conferisce un tono e un aspetto molto antipatico, soprattutto a lei. Armando ammette queste sue difficoltà nella comunicazione ma si rammarica di trovare molte persone insolenti e scarsamente disponibili. Ammette che, talvolta, è così ma per lo più sono gli altri a non dargli le risposte che lui desidererebbe. Chiede a Debora di rinunciare al ruolo educativo autoritario di cui si è incaricata senza il suo consenso. Lui vorrebbe in primo luogo appoggio e non critiche, almeno in pubblico.
.La comunicazione tra Armando e Debora rappresenta il caso più frequente di messaggio distorto dal meccanismo difensivo della proiezione e della identificazione proiettiva
A Debora dava talmente fastidio la forma della comunicazione di Armando con gli altri che non riusciva a manifestargli solidarietà e appoggio ma si faceva sopraffare da un sentimento avversivo della contrarietà con la critica.