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Ma come parli?!

Ma come parli?! è una ingiunzione più che una domanda e il senso è facile comprendere.

Il nostro linguaggio è specifico di noi stessi, comunica il nostro carattere e spesso lo influenza o, addirittura, lo costruisce o, anche, lo conferma.

Se le nostre affermazioni sono sempre più contrassegnate da negatività su noi stessi o sugli altri vuol dire che siamo propensi all’umore nero, alla critica, ad un atteggiamento depresso per noi stessi e svalutante per gli altri.

Gli effetti più devastanti riguardano la propria famiglia su cui si scarica il proprio malessere. Ogni problema diventa insormontabile e viene trasmesso nel modo peggiore agli altri, anche ai figli che vorrebbero, invece, essere protetti e incoraggiati.

Il nostro linguaggio è l’espressione del nostro pensiero in quanto pensiero e linguaggio sono uno lo specchio dell’altro.

Affermazioni quali “Non riuscirò a raggiungere alcun risultato“; “Non sono la persona giusta a fare questa cosa“; “Non sarò mai in grado di sollevarmi da questo stato“; “Non riuscirò mai a fare niente di buono“, sono l’espressione di un negativismo cosmico che colora ogni cosa di una patina grigia.

Molto, molto spesso le persone care intorno non riescono a superare uno scoraggiamento profondo e una condizione di forte disagio che diventa anche paura, irritazione e voglia di scappare. Ma non possono perchè si sentono imprigionate tra il desiderio di andare via e il dovere di aiutare. E’ una condizione molto penosa di cui molti di quelli che leggono stanno vivendo, proprio in questo momento.

Pensiero e linguaggio sono molto uniti tra loro e si influenzano reciprocamente. Ciò vuol dire che non solo il pensiero influenza il linguaggio ma è anche quest’ultimo a confermare o disconfermare il primo. Provate almeno una volta a contraddirlo; a contraddire un pensiero negativo con una affermazione di senso opposto. Provate a dire: “Ce la farò, dovessi impiegarci una vita“, oppure: ” Adesso ci provo, tanto cosa posso perderci“. “Riuscirò a guardare negli occhi mio figlio mentre gli dirò: “ti voglio bene“; “riuscirò a uscire e raggiungere il mio amico e a dirgli una cosa simpatica finalmente“.

Vedrete. Espressioni ottimistiche e positive raggiungono gli altri e modificano positivamente l’ambiente intorno a voi.

Provate a pensare all’ultima volta che qualcuno è riuscito a indurre in voi il sorriso con una frase ad effetto, un sorriso cordiale. Ebbene, cosa ci vuole a farlo anche voi. Provate a farlo davanti ad uno specchio e ne avrete un primo assaggio per gli effetti positivi sul vostro umore.

Quando sorridiamo (o ridiamo forte) nel nostro sangue vengono immesse le endorfine che sono morfina naturale. L’afflusso di questa sostanza ci fa cambiare umore. E’ una medicina naturale. Il detto che il riso fa buon sangue è dimostrato scientificamente. Quando avrete verificato questa condizione sarete voi stessi a riproporvi compiti più complessi quali abbracciare e spingersi più in la dandosi compiti più decisivi per creare intorno a se un’atmosfera positiva.

Datevi l’ingiunzione di cambiare il vostro linguaggio. Sostituite le frasi che iniziano con “Non” con frasi con l’intento di costruire qualcosa, di cambiare qualcosa in voi. Poiché saprete certamente che è solo cambiando voi stessi che potrete cambiare le persone care intorno a voi.

Impegnatevi ad utilizzare un frasario con avverbi positivi e ottimistici quali: questa cosa mi interessa; Non ti preoccupare, ci riusciremo. Sfidate gli eventi, la sorte e il caso. Quando pronunciate una frase con senso pessimistico e distruttivo pensate anche alla frase alternativa, quella che invece sposta l’energia e “carica il vostro umore; vi dà la forza giusta per affrontare e non rinunciare. Vedrete che diventa una questione di abitudine e questa volta si tratta di una abitudine positiva. Potrete in questo modo correggere i vostri pensieri poiché modificando il linguaggio potrete modificare il pensiero che lo genera.

 

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