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Ipnosi vigile

L’ipnosi vigile è uno stato della mente presente in numerosissime condizioni della vita quotidiana.
Essa è caratterizzata da uno stato di profonda concentrazione del pensiero sopra un oggetto o una storia attraente che la persona ascolta, guarda, legge, o ricorda.

Spesso si usa l’allocuzione: essere assorti e anche la più simpatica, rimanere imbambolati.

Sono situazione nelle quali tutti ci siamo trovati almeno una volta se non solitamente. Infatti, chi non si è trovato ad essere chiamato più di una volta e solo all’ennesima volta ha sentito finalmente pronunciare il suo nome a cui risponde immaginando di essere stato chiamato ripetutamente solo dal tono della voce alquanto scocciato dell’interlocutore.
In questi casi ci trovavamo assorti nei nostri pensieri oppure mentre leggevamo il libro o la storia in cui eravamo completamente immersi o assorti.

A nessuno fa strano essersi sentiti profondamente immersi nei propri pensieri a tal punto da non sentire assolutamente la voce di chi ci chiamava. Invece, definire questi stati come ipnosi vigile può comunque dare qualche problema anche se alla parola ipnosi si aggiunge “vigile”, che starebbe a significare che la persona non perde definitivamente il contatto con la realtà in quanto presto o tardi si sveglia da quella condizione in cui era assorto completamente.
Sentirsi assorti completamente non da fastidio a nessuno e tantomeno a coloro che hanno problemi nel lasciarsi andare o affidarsi oppure mettersi nelle mani di qualcuno.
Persone, cioè, che manifestano tali difficoltà riescono nella stessa misura di chi, invece, non ha tale rigidità, a lasciarsi andare mentre ascoltano la radio o guardano un film o si attaccano ad una notizia sul giornale o mentre chattano.
Forse è meglio rettificare e aggiungere che queste ultime stanno sempre con un piede dentro e uno fuori e difficilmente si lasciano andare e vivere una situazione. Sarà per questo che hanno problemi di ansia e non riescono a concentrarsi in maniera soddisfacente sulle cose. Qualcuno smette di leggere o finisce per non guidare più l’auto. In questi casi siamo entrati in condizioni che limitano le scelte di libertà individuale.
All’ipnosi chiedono di sottoporsi alcune persone che dicono di avere provato tutte le strade compresa la psicoterapia e non avere ottenuto risultati. Allora vedono l’ipnosi come l’ultima chance per uscire dal loro problema, che quasi sempre è una condizione di ansia patologica.
Bastano poche domande per capire che si tratta di persone che non hanno mai stabilito veramente quel legame che è alla base della psicoterapia e che si concretizza nell’affidarsi al terapeuta. Spesso non riescono a lasciarsi andare anche se vogliono ostentare una qualche disinvolta sicurezza in se.
Si sorprendono se io non provo con loro subito quella che è la loro richiesta esplicita ma mi soffermo sulle loro esperienze passate. Quasi sempre mi danno ragione. Quando invece no, allora la faccenda è ancora più grave.
Vorrebbero lasciarti pensare che il loro disturbo è talmente grave e “intrattabile” che con la “normale” psicoterapia, nessuno, seppur bravo è riuscito ad avere dei risultati. In realtà, anzichè attribuire alla loro difficoltà a intraprendere una relazione mostrandosi gradualmente più motivati e affidandosi come si fa solitamente per risolvere un problema, vorrebbero che l’esperto li sottragga al loro male con atti determinanti e definitivi.
Queste persone non sono state mai dei veri pazienti nel senso che non hanno mai condiviso il principio secondo cui l’esperto ti aiuta a risolvere il problema ma devi essere tu a determinare il tuo cambiamento.

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