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L’esperimento deve continuare

 

Con queste parole il medico obbligava a punire i soggetti dell’esperimento che avevano dato risposte sbagliate alla domanda. Erano scariche elettriche da pochi volt fino a 400 volt – scariche fatali-ma era tutta una finzione.
La sorprendente conclusione a cui arrivò Milgram nell’esperimento che condusse nel 1963 in USA in cui degli individui assolutamente normali, inflissero a loro simili scosse elettriche anche letali, per punizione, sotto l’influenza di un‘ autorità.
I partecipanti alla ricerca furono reclutati tramite un annuncio su un giornale locale o tramite inviti spediti per posta a indirizzi ricavati dalla guida telefonica. Il campione risultò composto da persone fra i 20 e i 50 anni, maschi, di varia estrazione sociale. Fu loro comunicato che avrebbero collaborato, dietro ricompensa, a un esperimento sulla memoria e sugli effetti dell’apprendimento.
Nella fase iniziale della prova, lo sperimentatore, assieme a un collaboratore complice, assegnava con un sorteggio truccato i ruoli di “allievo” e di “insegnante”: il soggetto ignaro era sempre sorteggiato come insegnante e il complice come allievo. I due soggetti venivano poi condotti nelle stanze predisposte per l’esperimento. L’insegnante (soggetto ignaro) era posto di fronte al quadro di controllo di un generatore di corrente elettrica, composto da 30 interruttori a leva posti in fila orizzontale, sotto ognuno dei quali era scritta la tensione, dai 15 V del primo ai 450 V dell’ultimo. Sotto ogni gruppo di 4 interruttori apparivano le seguenti scritte: (1–4) scossa leggera, (5–8) scossa media, (9–12) scossa forte, (13–16) scossa molto forte, (17–20) scossa intensa, (21–24) scossa molto intensa, (25–28) attenzione: scossa molto pericolosa, (29–30) XXX.
All’insegnante era fatta percepire la scossa relativa alla terza leva (45 V) in modo che si rendesse personalmente conto che non vi erano finzioni e gli venivano precisati i suoi compiti come segue:
1. Leggere all’allievo coppie di parole, per esempio: “scatola azzurra”, “giornata serena”;
2. ripetere la seconda parola di ogni coppia accompagnata da quattro associazioni alternative, per esempio: “azzurra – auto, acqua, scatola, lampada”;
3. decidere se la risposta fornita dall’allievo era corretta;
4. in caso fosse sbagliata, infliggere una punizione, aumentando l’intensità della scossa a ogni errore dell’allievo.
Quest’ultimo veniva legato ad una specie di sedia elettrica e gli era applicato un elettrodo al polso, collegato al generatore di corrente posto nella stanza accanto. Doveva rispondere alle domande, e fingere una reazione con implorazioni e grida al progredire dell’intensità delle scosse (che in realtà non percepiva), fino a che, raggiunti i 330 V, non emetteva più alcun lamento, simulando di essere svenuto per le scosse precedenti.
Lo sperimentatore aveva il compito, durante la prova, di esortare in modo pressante l’insegnante: “l’esperimento richiede che lei continui”, “è assolutamente indispensabile che lei continui”, “non ha altra scelta, deve proseguire”. Il grado di obbedienza fu misurato in base al numero dell’ultimo interruttore premuto da ogni soggetto prima che quest’ultimo interrompesse autonomamente la prova oppure, nel caso il soggetto avesse deciso di continuare fino alla fine, al trentesimo interruttore. Soltanto al termine dell’esperimento i soggetti vennero informati che la vittima non aveva subito alcun tipo di scossa.(Wikipedia).
L’esperimento fu condotto durante il processo di Norimberga ai nazisti che si erano resi responsabili di delitti efferati contro persone inermi solo perché gli veniva richiesto per la loro condizione di soldati e perciò essi trovavano giustificazione nel fatto di eseguire ordini. Allo stesso modo l’esperimento era congegnato in modo che ai soggetti venisse intimato di proseguire solo perché lo richiedeva l’esperimento. Si comprende che la motivazione poteva essere molto debole ad eseguire un ordine in quanto non richiamava la condizione di responsabilità. In questo modo l’esecutore dell’ordine poteva ritenersi libero dalla colpa per il solo fatto di aveve eseguito un ordine.
L’esperimento è stato replicato anche in tempi recenti per saggiare quanto un cosiddetto cittadino normale potesse essere condizionato dall’autorità. In effetti, esperimenti degli anni ‘90 e 2000 tendono a riproporre comportamenti molto simili a quelli messi in scena dai protagonisti originali dell’esperimento di Milgram del 1962.

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