• Il corpo parla: la comunicazione non verbale

  Il corpo parla e il suo linguaggio  è molto più convincente di quello verbale. Tutti i segnali del corpo, compreso il tono della voce, fanno parte della cosiddetta comunicazione non verbale.

   Nelle lingue parlate, proprio per il fatto di essere “inventate”, il loro significato non può essere accessibile a tutti. Viceversa, provate a farvi capire con il linguaggio dei gesti. Vi sarete certamente accorti che questo è universale in quanto compreso da tutti gli esseri umani e anche da qualche animale.

  • Il linguaggio analogico e quello digitale

Il linguaggio dei segni è quello espressivo e arcaico (analogico) mentre quello verbale è digitale, cioè è collegato arbitrariamente a un certo significato. Per comprendere meglio le differenze, immaginate un orologio con le lancette (digitale) e uno con scritta l’ora con i numeri direttamente (analogico).

orologi

Nel primo caso bisogna ricavare l’orario mentre nel secondo la lettura è immediata. Così come per l’orologio, nella comunicazione analogica il messaggio è più chiaro e diretto mentre in quella digitale il messaggio può essere ambiguo.

Perciò, quando si comunica, in certi contesti difficili, può capitare che le parole che diciamo hanno un significato diverso da quello che, invece, trasmette il corpo a nostra insaputa.

Il corpo dice la verità su quello che pensiamo mentre il linguaggio verbale può essere solo formale o di circostanza.

   L’ incongruenza tra messaggio verbale e quello non verbale può divenire la regola e non l’eccezione. In questi casi il disagio non è solo di chi lo produce ma anche per coloro a cui è rivolto.

  • Il messaggio paradossale

Il messaggio cosiddetto paradossale non è solo quello che viene trasmesso attraverso il linguaggio verbale, ma anche allorquando c’è incongruenza e contraddittorietà tra quello che si dice e quello che si vuole trasmettere.
Nell’essere umano i due canali della comunicazione, verbale e non verbale, sono usati simultaneamente e si influenzano a vicenda.

Un messaggio verbale può essere cancellato dal messaggio non verbale della comunicazione. Per esempio un membro della famiglia può dire a un altro, “Ti ascolto” e intanto voltarsi a guardare la televisione oppure a continuare a parlare al telefono.

  • Ma cos’è un paradosso?

   Un paradosso è un ragionamento che appare contraddittorio come in questo esempio:

un napoletano che afferma che i napoletani sono bugiardi non dovrebbe essere creduto essendo napoletano. Potrebbe anche essere creduto ed essere il solo napoletano a dire la verità, ma ciò non può essere in quanto dovrebbe ammettere di non essere napoletano in quanto non si può essere napoletano e dire la verità. In verità, questo paradosso fu posto da Epimenide di Creta ben 2500 anni fa. Nel libro Terapia degli attacchi di panico potrete trovare numerose applicazioni alla psicologia.

  • Ci sono diversi livelli di comunicazione

Si ammette che il canale non verbale della comunicazione si pone a un livello superiore. Ci sono pertanto diversi livelli di comunicazione.
Il canale non verbale sarà “meta” rispetto all’altro. Ogni affermazione contiene non solo un contenuto che informa il ricevente ma anche il messaggio di come deve essere letto il messaggio, ciò che viene chiamato l’aspetto di “comando”.

 

  • Il messaggio di comando

   Il comando, contiene l’informazione su come deve essere inteso il contenuto informativo del messaggio, cioè a proposito del senso o significato (ad esempio serio o giocoso, generale o specifico) da attribuirsi all’affermazione, o se l’importanza deve essere data al tono, alle parole o al comportamento para verbale

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    Spesso i due livelli del messaggio sono congruenti, così che il “comando” rinforza la “notizia”. Però, ci sono delle comunicazioni nelle quali un livello contraddice l’altro. Per comprendere meglio leggete il seguente dialogo.

Due carissimi amici camionisti si incontrano dopo molto tempo:
Rosario: “Pezzo di stronzo, di un bastardo…in quale fogna ti eri cacciato ?”
Gennaro: “Cornuto, schifoso, ma tu guarda quante corna hai messo in tutto questo tempo…”
Se non vi avessi annunciato che si trattava di due amici, avreste pensato al dialogo tra due litiganti che arrivavano presto alle mani. Il Messaggio di “Comando” in questo scambio è quello fondamentale, quello che dirige e da senso alla comunicazione, non le parole! Il canale non verbale (il tono della voce, lo sguardo, la mimica facciale, il movimento del corpo), il contesto e le intenzioni ci informano che la comunicazione ha uno scopo preciso, in questo caso e in tutti gli altri.

Se volete evitare di commettere grossolani errori nella comunicazione leggete il prossimo articolo su come imparare

la riformulazione nella comunicazione