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Comunicazione digitale e analogica

comunicazione non verbaleAbbiamo detto che quando parliamo con qualcuno il nostro linguaggio non è solo quello espresso con le parole ma ci sono anche numerosi altri segnali che aiutano la comunicazione. I segnali del corpo si esprimono per chiarire ed essere convincenti. Tutti gli altri segnali del corpo ad esclusione del linguaggio verbale, compreso il tono della voce, fanno parte della cosiddetta comunicazione non verbale. Nelle lingue parlate, proprio per il fatto di essere “inventate”, il loro significato non può essere accessibile a tutti. Viceversa, provate a farvi capire con il linguaggio dei gesti. Vi sarete certamente accorti che questo è universale in quanto compreso da tutti gli esseri umani e anche da qualche animale.
Il linguaggio dei segni è quello espressivo e arcaico (analogico) mentre quello verbale è digitale, cioè è collegato arbitrariamente a un certo significato. Per comprendere meglio le differenze, immaginate un orologio con le lancette (digitale) e uno con scritta l’ora con i numeri direttamente (analogico).

orologi

Nel primo caso bisogna ricavare l’orario mentre nel secondo la lettura è immediata. Così come per l’orologio, nella comunicazione analogica il messaggio è più chiaro e diretto mentre in quella digitale il messaggio può essere ambiguo. Perciò, quando si comunica, in certi contesti difficili, può capitare che le parole che diciamo hanno un significato diverso da quello che, invece, trasmette il corpo a nostra insaputa. Il corpo dice la verità su quello che pensiamo mentre il linguaggio verbale può essere solo formale o di circostanza.
L’ incongruenza tra messaggio verbale e quello non verbale può divenire la regola e non l’eccezione. In questi casi il disagio non è solo di chi lo produce ma anche per coloro a cui è rivolto.
Il messaggio cosiddetto paradossale non è solo quello che viene trasmesso attraverso il linguaggio verbale, come abbiamo visto sopra, ma anche allorquando c’è incongruenza e contraddittorietà tra quello che si dice e quello che si vuole trasmettere.
Nell’essere umano i due canali della comunicazione, verbale e non verbale, sono usati simultaneamente e si influenzano a vicenda. Un messaggio verbale può essere cancellato dal messaggio non verbale della comunicazione. Per esempio un membro della famiglia può dire a un altro, “Ti ascolto” e intanto voltarsi a guardare la televisione oppure a continuare a parlare al telefono. Si ammette che il canale non verbale della comunicazione si pone a un livello superiore. Ci sono pertanto diversi livelli di comunicazione.
Il canale non verbale sarà “meta” rispetto all’altro. Ogni affermazione contiene non solo un contenuto che informa il ricevente ma anche il messaggio di come deve essere letto il messaggio, ciò che viene chiamato l’aspetto di “comando”. Il comando, contiene l’informazione su come deve essere inteso il contenuto informativo del messaggio, cioè a proposito del senso o significato (ad esempio serio o giocoso, generale o specifico) da attribuirsi all’affermazione, o se l’importanza deve essere data al tono, alle parole o al comportamento paraverbale

.segnali_stradali_3Spesso i due livelli del messaggio sono congruenti, così che il “comando” rinforza la “notizia”. Però, ci sono delle comunicazioni nelle quali un livello contraddice l’altro. Per comprendere meglio leggete il seguente dialogo.
Due carissimi amici camionisti si incontrano dopo molto tempo:
Rosario: “Pezzo di stronzo, di un bastardo…in quale fogna ti eri cacciato ?”
Gennaro: “Cornuto, schifoso, ma tu guarda quante corna hai messo in tutto questo tempo…”
Se non vi avessi annunciato che si trattava di due amici, avreste pensato al dialogo tra due litiganti che arrivavano presto alle mani. Il Messaggio di “Comando” in questo scambio è quello fondamentale, quello che dirige e da senso alla comunicazione, non le parole! Il canale non verbale (il tono della voce, lo sguardo, la mimica facciale, il movimento del corpo), il contesto e le intenzioni ci informano che la comunicazione ha uno scopo preciso, in questo caso e in tutti gli altri.

 

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