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Il cambiamento nella pratica clinica

Il cambiamento nella pratica clinica – la teoria ABC

Un modo ritenuto molto efficace per cambiare certi pensieri distorti è l’applicazione della teoria cosiddetta “ABC”. Essa fu ideata negli anni 60 da Albert Hellis e Aaron Back, due dei più significativi psicoterapeuti cognitivisti americani. Vedremo in seguito l’importanza della comunicazione nell’acquisizione di una buona immagine di sè.
Descriveremo in un’altra occasione i tipi e i segreti di una efficace comunicazione, mentre più avanti nel libro potrete prendere maggiore confidenza con alcune delle più approfondite tendenze a considerare il rapporto tra pensiero ed emozione.
La persona che vuole correggere il proprio modo di pensare, individua in primo luogo quei pensieri disfunzionali che sono la causa del suo disadattamento o della sofferenza psicologica. In questo modo potrà essere impegnata in attività che la mettono in grado di agire secondo molteplici aspetti della realtà e in questo modo riconcettualizzare e sottoponendo a validazione i suoi costrutti personali.
Anche nel caso dell’ansia patologica, che è poi “la madre” di tutte le forme depressive, si può individuare una organizzazione dei concetti e quindi dei pensieri personali tendenti alla radicalizzazione, alla dicotomia, alla dissonanza. L’atteggiamento che esamina e sottopone al vaglio il pensiero.

La terapia “ABC” per cambiare i pensieri distorti

images (41)Per imparare come applicare la terapia ABC per cambiare i pensieri distorti, bisogna innanzitutto convincersi che tra il pensiero e l’emozione che esso attiva c’è una relazione di causa ed effetto molto stretta ma che è difficile che la nostra mente razionale la individui spontaneamente. C’è bisogno di fare qualche esercizio.
La lettera A sta per Adversity, evento o avversità, si riferisce a ciò che vi capita, un evento (tra gli eventi c’è anche un pensiero);
la lettera B sta per Belief ovvero credenza, il pensiero con cui vi spiegate l’evento o anche una convinzione, un valore, che poi si traduce in una riflessione personale, qualcosa che uno dice a se stesso;
La lettera C sta per Consequence ovvero conseguenza, che è lo stato emotivo frutto del pensiero o credenza. Si tratta dell’emozione che vi prende in seguito a quel pensiero.
Quindi:

Avversità – Credenza – Emozione (o stato d’animo)

Vediamo subito un esempio
Se, ad esempio, inciampo, l’inciampare rappresenta l’Avversità. Poi, riesco a non cadere e, appena mi riprendo, penso: ”questi marciapiede sono pieni di fossi !”; dato che mi ritrovo irritato e contrariato la conseguenza del fatto è che sono arrabbiato (stato d’animo conseguenza dell’evento) e impreco contro il Comune che non provvede ad aggiustarli.
Capite che potrei attribuire l’incidente alla mia sbadataggine, oppure a qualcuno che mi aveva distratto nel frattempo, o anche alla debolezza che mi procura la mia malattia o il mio handicap o anche al fatto che “la vecchiaia è una brutta bestia”, ma anche a certe auto parcheggiate male che mi costringono a fare percorsi impervi, alla mia disattenzione o debolezza fisica. Potrei, viceversa,essere contento per non essere caduto, dal momento che, proprio un mio amico, cadendo, si è fratturato un’anca. Potrei addirittura essere felice per lo scampato pericolo e suscitare la meraviglia dei presenti. Ognuna di questi pensieri (Credenze) testimonia di una diversa visione del mondo e costituisce differenti modi di pensare, nelle diverse circostanze e di attribuire le conseguenze di un incidente a qualcun altro o a me stesso ma, quello che è importante, è che ciascuna determina Conseguenze emotive diverse.
Quindi, ogni pensiero provoca uno stato emotivo specifico.

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