Prenota un consulto

Giocatore accanito

Caro dott. Mancino, mi fa piacere parlare con Lei, perchè io sento che ha individuato a pieno il mio problema e che mi capisce. Tante volte ho accusato Maria di non aiutarmi, forse perchè io volevo qualcuno che mi legava in maniera da non poter ricadere in tentazione. Tante volte ho pensato di dirlo a casa a mia madre, immaginando la sua isterica e rabbiosa reazione, che mi avrebbe cosi spaventato e mortificato da non giocare più. Ma ora sono grande e dovrei essere in grado di gestire me stesso. Sono d’accordo sul fatto che perdere qualche migliaio di euro non possa essere quello il problema, ma spesso l’ansia mi assale pensando che non ho piu tanto tempo, ma devo fermarmi, perchè stanno finendo i soldi. La mia poca paziena, la fretta che ho in tutte le cose, mi distrugge. Certo che mi sento in colpa e mi sento un coglione quando per l’ennesima volta perdo al gioco. Lavoro sull’immaginazione, ma a volte è quella che mi frega: immaginando una vincita che mai accade.
Per quanto riguarda l’ABC, ho cercato il libro di Sellingam a casa, non trovandolo, ho intenzione di ricomprarlo per farmi una ripassata, ho cercato di pensare a quelle volte che un pensiero si traduce in azione, ma spesso noto che i miei pensieri restano tali, senza diventare azioni: esempio penso di chiamare una ragazza o di scrivere ad un amico e poi non farlo.
A volte il senso di colpa al gioco, mi prende alla gola: un nodo; ed avrei tanta voglia di piangere, ma mi trattengo.
So che riconoscere di aver un problema e chiederle aiuto è il primo passo, vorrei soltanto che tutto finisse in un istante.
Ho l’idea che si debba sbloccare qualcosa in testa, oppure forse bisogna ripassare e ripassare sui solchi del cervello per cancellarli.
Saluti

Privacy Policy