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Liberaci dalla perfezione

La paura di essere giudicati contiene l’idea della perfezione. Molte persone ritengono sempre di essere nel giusto perché hanno paura che se sbagliano vengono ritenute “sbagliate” e vittime del giudizio negativo degli altri.

La reputazione è importante ma le sue forme deliranti sono una manifestazione psico patologica. Molti, proprio per non essere ritenuti “sbagliati” negano tutto e in questo modo si allontanano sempre più dalla possibilità di cambiare.
Se qualcuno non ce la fa più ed ammette di avere una difficoltà, vista qualche offerta di possibilità si affaccia per disporsi a qualche cambiamento.

Molte persone riescono a cambiare quando finalmente decidono di farsi aiutare. L’idea di non mostrarsi imperfetti può anche manifestarsi con atteggiamenti eccessivi in senso contrario, cioè con un comportamento di finto coinvolgimento, proprio per dare a credere che non c’è nessun problema. Nascondere i propri problemi a lungo crea un falso sé e l’incapacità di godere dell’armonia e del benessere che procurano le buone relazioni.

Comportamenti di rifiuto della comunicazione, addirittura rifiutarsi di frequentare persone fuori dall’ambiente di casa per l’estremo disagio che si prova a dovere “affrontare” gli altri, derivano dall’eccessivo timore del giudizio degli estranei, dal vedere la comunicazione come una prova di estrema vulnerabilità. L’ansia per il forte disagio costringe queste persone a rinunciare.

In ballo c’è sempre l’idea di imperfezione.

In questi casi (e anche in altri) sono per praticare una psicologia dell’imperfezione la quale prescrive sia un ambiente accettante che libero da ogni forma di giudizio e la gara a mettere prima di tutto in evidenza le proprie imperfezioni, i propri difetti. Questa pratica alla libertà fa finalmente provare che se sbagliamo non succede quello di cui si è avuto fino ad ora una enorme paura. Ovviamente, la fortificazione dell’immagine di sé prosegue con prove che la persona decide di affrontare solo quando si sente in grado di farlo.

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