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Dipendenza dal sesso e da sostanze

La dipendenza dal sesso non è solo un modo di dire: l’attività cerebrale delle persone che manifestano un comportamento sessuale compulsivo e sono ossessionate da pensieri sessuali mostra specifiche somiglianze con quella delle persone dipendenti da sostanze. A dimostrarlo è stata una ricerca condotta da un gruppo di neuroscienziati dell’Università di Cambridge che firmano un articolo pubblicato su “PLoS One”.

Usando come stimolo la visione di alcuni brevi filmati con contenuti sessualmente espliciti e altri di argomento sportivo, nel loro studio Valerie Voon e colleghi hanno confrontato i livelli di attività delle diverse aree del cervello – monitorate con risonanza magnetica funzionale – di un gruppo di pazienti che avevano avuto notevoli difficoltà a controllare il loro comportamento sessuale con l’attività cerebrale di un gruppo di soggetti di controllo.
È risultato che, nel gruppo dei pazienti, la visione dei video di contenuto pornografico attivava molto più che nei soggetti di controllo tre aree che sono particolarmente attive anche nei tossicodipendenti quando sono posti di fronte a uno stimolo che evoca la droga: lo striato ventrale, la parte dorsale della corteccia del cingolo anteriore e l’amigdala. Lo striato ventrale è coinvolto nell’elaborazione della ricompensa e della motivazione, la parte dorsale del cingolo anteriore è implicata nell’anticipazione della ricompensa e nel craving (il desiderio irresistibile di assumere una sostanza), e l’amigdala partecipa all’elaborazione del significato degli eventi e delle emozioni. 

Successivamente, alla richiesta di valutare il livello di desiderio sessuale indotto dal video e il livello di piacere provocato, i pazienti hanno dato risposte che coincidevano anch’esse con quelle 

tipiche dei tossicodipendenti, assegnando un punteggio ben più elevato al desiderio che al piacere prodotto. 

Voon e colleghi hanno anche individuato una correlazione tra attività cerebrale ed età: per tutti i soggetti, quindi pazienti e gruppo di controllo, quanto più erano giovani, tanto maggiore era il livello di attività nello striato ventrale in risposta alla pornografia, pur rimanendo sempre più elevata nei pazienti con comportamento sessuale compulsivo. Questa correlazione è spiegata dal fatto che le aree frontali del cervello, che hanno anche la funzione di frenare le risposte impulsive, continuano a maturare fin oltre i vent’anni e suggerisce che nello sviluppo di comportamenti sessuali compulsivi lo striato ventrale potrebbe avere la stessa importanza che ha nelle tossicodipendenze. 

“I comportamenti compulsivi, tra cui l’eccedere nel guardare pornografia, mangiare e giocare d’azzardo, sono sempre più comuni. Questo studio ci avvicina a scoprire perché siano portati a ripetere comportamenti che sappiamo potenzialmente dannosi per noi”, dice John Williams, che ha partecipato allo studio, avvertendo però che il metodo usato non è adatto per diagnosticare la condizione di dipendenza dal sesso, né che la pornografia sia qualcosa che induca intrinsecamente alla dipendenza..

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