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Difficoltà a deglutire, colpa dell’ansia

 

disfagia psicogenaLa difficoltà a deglutire può essere dovuta all’ansia e il miglior metodo per combattere questo disturbo è la Terapia Strategica Breve.  

Come si sa, l’ansia agisce sugli automatismi del sistema nervoso autonomo come l’accelerazione del battito cardiaco e della respirazione, la sudorazione ma anche il respirare, parlare, digerire, defecare, urinare e le classiche funzioni sessuali come l’erezione e l’eccitazione in entrambi i sessi.

La difficoltà o l’incapacità a deglutire di origine psicogena, è causata dalla momentanea incapacità di regolazione e del controllo dei nervi che attivano i muscoli della deglutizione.

Quella che interessa allo psicologo è la difficoltà a deglutire dovuta ad una intima incapacità a mettere in moto i meccanismi naturali  della deglutizione dovuta a inibizione.

L’inibizione è più spesso dovuta alla presenza di persone sconosciute e in luoghi pubblici. 

L’ansia è solo il sistema che fornisce l’energia, mentre il sintomo o problema è rappresentato dal disturbo o deficit che si attiva nella persona.

La difficoltà a deglutire è uno tra i tanti disturbi che affliggono la persona cosiddetta ansiosa. Si tratta di una condizione di eccessivo controllo che l’individuo cerca di attuare in situazioni particolari che egli vede come minacciose.

Per cui avviene una distorsione della concezione del tempo che egli non riesce più a regolare e che si riflette nel giudizio degli altri. Tutto ciò rende ancora più difficile il ritorno ad una condizione adattiva.

Le tentate soluzioni concorrono a rendere il problema insolubile agli occhi del soggetto che si sente condannato a vivere a quel modo.

La Terapia Strategica Breve è in grado di fornire proprio in questi casi una percentuale di successo di oltre l’80%, come è stato in più occasioni descritto.

Le persone ansiose hanno alcuni problemi connessi con il tempo, i rapporti con gli altri, le relazioni e la comunicazione. Spesso sono anche affette da ansia anticipatoria, cioè la tensione e la confusione nella mente e la paura successiva di immaginarsi un problema o una situazione problematica.

In generale l’inibizione a deglutire può essere la spia di altre inibizioni o difficoltà che il soggetto tende a nascondere o a evitare.

Nascondere o evitare le conseguenze che procura tale disturbo costituiscono le tentate soluzioni che la persona mette in atto a cui si associa anche un pensiero distruttivo e di colpa verso se stesso. La naturale conseguenza è chiedere aiuto ai familiari che prontamente soddisferanno tale richiesta con offerte di cura e commiserazione. La conseguenza di tali atti è che la persona si sentirà ammalata e alla lunga destinata a peggiorare il suo stato. la mancanza di speranza o vie di uscita viene anche sancita in qualche modo dall’insuccesso di qualsiasi intervento medico inclusa una psicoterapia.

 

 

 

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