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Come costruiamo la realtà

“La realtà, in quanto oggetto della nostra conoscenza è creata dal nostro continuo fare esperienza di essa. La determiniamo dal modo, dai mezzi, dalla nostra disposizione nell’osservarla, conoscerla e comunicarla.”
Si forma nei processi di interazione ed attraverso l’attribuzione di significati alla nostra esperienza.

Le mappe cognitive

La costruzione della realtà con tutti i suoi significati si fonda su “mappe cognitive” che servono agli individui per orientarsi e costruire le proprie interpretazioni e si aggiornano costantemente nel corso della vita. In sostanza, ciascun individuo costruisce una sua “mappa dei significati” personali – Costrutti Personali a cui si riferisce George Kelly  – che gli consentono di vivere in quello che ciascuno sperimenta come il suo mondo.
La capacità di costruire previsioni, ad esempio, rappresenta modelli utili a orientarsi e muoversi dentro il proprio mondo.

La psicologia dei costrutti personali ci dice che i processi mentali di una persona sono caratterizzati dai modi in cui essa anticipa gli eventi ed è impegnata a comprendere la sua natura e quella del mondo. Proprio come scienziati, ciascuno di noi è impegnato a verificare costantemente quello di cui fa esperienza.
Ciascuno di noi si muove all’interno di una propria visione del mondo, compie schematizzazioni e astrazioni e si diversifica sempre per qualche aspetto distintivo.
La realtà, così come rappresentazione esterna, non può esistere al di fuori del pensiero umano. 
Ogni pensiero è, dunque, giusto in quanto la realtà è solo una rappresentazione data dalla mente umana di qualcosa che, appunto, senza una mente che la pensi non può esistere.

Perciò, “Essere percepiti genera l’esistenza delle cose” affermava già nel 17mo secolo il grande filosofo inglese George Berkeley.
Provate a pensare ad un mondo senza qualcuno che ne testimoni gli accadimenti.

Pensate ad una realtà separata dalla mente umana.

La realtà dunque esiste solo perchè c’è qualcuno a immaginarla e a costruirla. Gli esseri sulla terra (vegetali ed animali) non hanno consapevolezza della loro esistenza per cui “l’ordine”, la “bellezza”, la “maestosità”, la “sacralità” e tanti altri attributi frutto solo della mente umana, non potranno avere senso senza il pensiero di qualcuno.
Giambattista Vico è riconosciuto il primo costruttivista della storia. Egli affermò che “la verità umana è ciò che l’uomo conosce costruendolo con le sue azioni.”

Ernst Von Glasersfeld, assieme ad altri, si definisce Strutturalista radicale. Nella sua concezione moderna  sostituisce la nozione di verità (come vera rappresentazione di una realtà indipendente ) con la nozione di “viabilità”,”la quale rifiuta tutti gli impegni metafisici e pretende di essere nient’altro che un possibile modo di pensare l’unico modo che possiamo arrivare a conoscere, il mondo che costruiamo come soggetti viventi”.

Secondo i costruttivisti radicali quando parliamo della personalità di qualcuno, ciò che attribuiamo all’altro non è che il risultato di una narrazione, che, attraverso il linguaggio (quotidiano o specialistico che sia), le impongono dei significati precostituiti. 
L’importanza del costruttivismo sta nel fatto che il potere del pensiero positivo risiede nel modo come concettualizziamo la realtà.

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