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Corrispondenza tra psicoterapeuti

 

Questa è la corrispondenza tra me e una collega di Bologna su come veniva affrontato un “caso clinico” e le risposte valutate da una commissione di esperti, del 2005.

Cara Lorenza,

ho letto le tue risposte e sono rimasto talmente ammirato dalla tua capacità che volevo congratularmi con te.

Si, è proprio così.

Il ricorso che fai al messaggio diretto, all’empatia e al trasporto con cui ti sei rivolta a quelle persone, la professionalità con cui hai gestito il tutto mi hanno fatto sentire vicino a te e a quelle persone.

In particolare per il giovane diciassettenne.

Leggendo le altre risposte, per esempio, ho percepito risposte di prammatica o legate ad un modo alquanto “canonico” di concepire la psicoterapia. Mi sono messo al posto del ragazzo (io di anni ne ho 54) e mi è venuto di rigettare al mittente i riferimenti alla giovane età. Mi sono visto al suo posto e ho pensato: “cosa c’entra l’età”. E’ una risposta a una domanda mai fatta ! Quando uno sta male il peggior servizio che gli possiamo fare è la compiacenza o il paternalismo.

Invece tu sei andata dritto a parlare alla “persona”, facendola sentire prima di tutto tale per poi riportarla alla sua realtà nel preciso momento del “qui e ora” con il riferimento ai genitori nel soggiorno.

La risposta alla signora, poi, mi ha confermato la giustezza del riferimento a lei come donna. Va bene che anche altri ne hanno fatto cenno ma tu l’hai riportata alla percezione personalmente intima delle sue qualità come donna. E per recuperare in lei questi elementi le hai prescritto un esercizio per recuperare in lei l’immagine corporea di amante, intuendo che in lei stessa prevale in questo momento, invece, l’immagine corporea di madre.

Sei una persona veramente ammirabile per come affronti i problemi della gente. Tu sei in grado , ancora una volta se ce ne fosse la necessità di ribadire, di rendere l’esempio lampante che fare psicoterapia è un’arte.

Grazie Lorenza e
tanti auguri

Salve Paolo,

ebbene tanti complimenti in una mail sola non mi capita spesso… accipicchia! Grazie davvero! Sono anche un po’ stupita ed imbarazzata!

È vero quello che affermi. Secondo me alcune risposte sono molto professionali, ma così fredde… Se mi metto nei panni di una persona che mi scrive perché sta male non riesco a pensare a risposte intellettuali, ma di cuore, poi sai…. possono essere poco centrate, troppo ardite… ma sicuramente si percepisce il cuore. Tanto, detto tra noi, è quello il centro di ogni problema e psicoterapia! Se si percepisce un cuore che pulsa nell’altro, allora ci viene in mente che ne abbiamo uno anche noi. Nel mio modo di lavorare è quello il fulcro: far sapere al paziente che il suo cuore pulsa come il mio.

Poi sai, nel lavorare mi diverto, e mi è piaciuto molto anche aderire al progetto tre mail, ma sono rimasta un po’ delusa dalle risposte. Credevo si riuscisse a trovare più idee nel documento finale. L’ho letto, alcune parti sono molto interessanti, altre meno. Ma tutto ciò è normale.

Di una cosa però mi sono stupita e su questa mi sto ancora interrogando. Mi sono ritrovata messa nella sezione “altri indirizzi”, se ricordo correttamente……in realtà sono psicoanalista….ho quasi timore a scriverlo! Mi sono resa conto che negli anni il mio modo di lavorare si è molto trasformato ed ora lo sento davvero una mia elaborazione rispetto a tutte le formazioni che ho seguito. Questo mi fa piacere da un lato, ma dall’altro mi induce a rinfrescare qualcosina……sai……la selvaggeria è sempre alle porte! Anche nelle migliori intenzioni.

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