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Caso e Destino: Un libro da leggere


Il libro Caso e Destino di Paolo Mancino l’ho trovato molto interessante non solo perché ricco di esperienze e casi clinici ma anche di riferimenti teorici che ne offrono una chiave di lettura molto chiara.
Nel saggio vengono affrontati, tra l’altro, il tema della capacità di utilizzare l’esperienza come forza propulsiva per il cambiamento, la possibilità di imparare l’introspezione, il rilassamento profondo, la tecnica ABC per cambiare il pensiero, l’autoipnosi ed altre che traspaiono dalle numerose esperienze che riporta.
Paolo Mancino ci offre la possibilità di utilizzare le migliori prassi per superare le difficoltà momentanee e ci indica alcune tecniche per contrastare il malessere dovuto all’ansia e al pessimismo. Tra queste il rapporto tra emozioni e immaginazione, la Dissonanza cognitiva nella teoria delle decisioni, la capacità di contrastare l’ansia utilizzando al meglio la forza dell’immaginazione e il rapporto tra immaginazione e volontà. Tutti argomenti che se approfonditi offrono una decisiva opportunità di cambiamento.
Nel libro ci sono anche molti riferimenti personali come le esperienze da bambino (Il pozzo non era lì) e il capitolo Immaginazione e Cancro in cui l’autore, oltre ad offrire uno spaccato della sua esperienza con il cancro, riferisce dell’influenza sulla malattia del modo in cui essa viene affrontata e la necessità da parte dei medici di essere sempre chiari e rispettosi del paziente.
Ci sono numerose citazioni, da Kafka a Gramsci da Vico a Diderot e a Freud, Osho e Castaneda; vengono riportati fatti di cronaca per spiegare fenomeni sociali quali le influenze dell’inconscio sulla memoria nelle testimonianze, il ruolo delle madri nell’influenzare in modo decisivo i bambini piccoli ( il caso Rignano Sabina), il ruolo delle emozioni e la possibilità di imparare a controllare la rabbia e limitarne i danni. Ma quello che ho trovato veramente molto interessante è la concezione del controllo inteso come capacità e competenza. Paolo Mancino ci fa capire che c’è una diversa concezione del controllo personale che si esprime con l’empatia e l’apertura all’altro quando si smette di averne paura e si decide che è possibile l’autodeterminazione per la realizzazione personale. C’è anche un bel riferimento alla necessità di una visione unitaria di se stessi e la natura secondo la disciplina del Tao.
E’ molto chiaro che l’influenza del pensiero sulle cose che ci accadono fanno la differenza tra chi si ritiene fortunato e chi si ritiene sfortunato e vittima del destino. Bisogna perciò imparare l’ottimismo poiché gran parte del nostro destino lo determiniamo noi stessi con le nostre scelte e il nostro atteggiamento di fronte alla vita.

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