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Capire e trasmettere le intenzioni

complimentiPrima gli studi sulle scimmie e poi quelli sugli esseri umani ci hanno spiegato che quando abbiamo in testa di esprimere una intenzione noi facciamo precedere qualsiasi movimento dalla intenzione di eseguirlo. In un posto del cervello vengono attivate le cellule denominate “specchio” delle quali è stato registrata l’attività sia quando siamo in procinto di compiere un qualsiasi gesto, sia quando è un altro che manifesta questa intenzione. E’ come se disponessimo di uno specchio che riflette le azioni nostre e quelle degli altri una volta che abbiamo imparato come si fa anche se nasciamo con una dotazione di neuroni specchio prestabilita. Essi si attivano non appene nasce la possibilità. Infatti è stato appurato che agiscono fin dai primi giorni dalla nascita. Agiamo quindi in sintonia rispetto agli altri, soprattutto quando l’altro ci è vicino o nelle immediate prossimità sia che ne condividiamo le intenzioni sia quando non le condividiamo.
Durante le nostre innumerevoli interazioni le cellule a specchio annunciano la loro attività che viene trasmessa anche al sistema delle emozioni e sono in grado di attivarlo. Esse sono in relazione anche al centro del linguaggio e sono state dimostrate importanti relazioni con esso e con il suo apprendimento.
Per convincervi dell’importanza delle cellule a specchio nel dirigere e organizzare la nostra vita prendiamo in considerazione un importante esperimento riportato da Marco Iacoboni nel suo libro I neuroni specchio del 2009.
Quando guardiamo una mano che si protende verso una tazza noi sappiamo in anticipo se quella mano sta per prendere la tazza con l’intenzione di berne il contenuto oppure di afferrarla per sparecchiare. Ciò il nostro sistema dei neuroni specchio lo deduce dal contesto e dalla distanza tra l’indice e il pollice della mano. Se il contesto è di una tavola in disordine come dopo aver fatto colazione oppure è in ordine in attesa di fare colazione. Tutte queste inferenze avvengono in un attimo e senza riflettere ma come patrimonio intrinseco del nostro sistema della percezione. E’ stato osservato anche che siamo in grado di discernere tra l’afferrare qualcosa per portarla alla bocca dall’afferrare con lo scopo di farne un qualsiasi altro uso e non solo dal tipo di oggetto e dal contesto ma anche dal modo come viene compiuto il gesto. Se immaginiamo una successione di attività in un contesto complesso come una interazione tra persone dobbiamo prendere atto dell’innumerevole serie di atti in cui le cellule specchio sono coinvolte.

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