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Attacchi di panico

luca giordano1Ero fermo sulla panchina di via Luca Giordano e mi stavo godendo quell’ora di intervallo tra un paziente e l’altro quando vedo dirigersi dalla mia parte un giovanotto sui trent’anni e dietro di lui una donna che sembrava essere la sua ragazza. Il giovane aveva il viso pallido e un andamento molto incerto come se stesse subendo un calo di pressione. Ma non era un calo di pressione, era sicuramente un attacco di panico.

Si era seduto accanto a me mentre la sua ragazza gli chiedeva se poteva chiamare il padre per farsi soccorrere. Il giovanotto non rispondeva poichè era assorto dentro le sue paure e tremava. Era chiaro che la ragazza si sentiva persa e  il suo fidanzato aveva bisogno di aiuto. Mi girai verso il giovane e gli dissi che ero uno psicologo e mi occupavo degli attacchi di panico e potevo fare qualcosa per lui. “Le posso prendere la mano?”, gli chiesi e al tempo stesso gliela presi e iniziai a rassicurarlo con queste parole: ” gli attacchi di panico finiscono tutti nel giro di cinque minuti e, dal momento che il tuo è iniziato circa cinque minuti fa potrà incominciare a regredire, nel frattempo tu mi puoi guardare e parlarmi”. Durante queste parole gli alzavo e abbassavo la mano in un movimento ritmico. Il che creava in lui quello che Erickson chiama “campo positivo”, mentre il movimento della mano creava un contatto parallelo ideo motorio con il suo inconscio.

Il giovane, che poi mi disse che era un avvocato che lavorava presso uno studio nei paraggi, mi guardò, guardò la mano che andava su e giù e mi disse. “Grazie, adesso mi sento meglio”. La giovane donna lo avvertì che sarebbe arrivato il padre tra qualche minuto. Ma egli decise che si sarebbe alzato dalla panchina e avrebbe camminato un po con lei.

Quel giovane è riuscito a trovare il mio numero di telefono e mi ha telefonato scusandosi per non avermi ringraziato abbastanza in quei momenti. Successivamente mi ha raccontato della sua vita e dei suoi problemi, il suo lavoro e i rapporti con la ragazza. Certamente sappiamo che gli attacchi di panico arrivano in modo repentino ma sempre vi è una motivazione esistenziale e psicologica.

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