
Il cambiamento in psicoterapia
Borderline
Narcisista
Il Cambiamento in Psicoterapia Si sa ormai da molto tempo che la psiche si può ammalare e questo può coinvolgere alcuni organi e la loro funzionalità, le cosiddette malattie psicosomatiche. Nelle malattie psico-somatiche si ha un cambiamento di ordine pratico sulla base di una interazione verbale-simbolica.
Disturbo Borderline di Personalità Viene definito come una “modalità pervasiva di instabilità, delle relazioni interpersonali, dell'immagine di sé e dell'affettività con impulsività notevole, comparsa entro la prima età adulta e presente in vari contesti come indicato da almeno cinque dei seguenti elementi:
Disturbo Narcisistico di Personalità Viene definito dal DSM-IV come una modalità pervasiva di grandiosità (nella fantasia o nel comportamento), di bisogno di ammirazione, di mancanza di empatia che compare entro la prima età adulta ed è presente in una varietà di contesti, come indicato da almeno cinque dei seguenti elementi:
Il rilassamento rapido condizionato si riferisce alle modalità che consentono di ridurre lo stato di eccitazione dell’organismo utilizzando semplici manovre.
L’agitazione si riferisce anche ai pensieri automatici e ossessivi.
Si tratta di un apprendimento per questo c’è bisogno di imparare secondo i propri ritmi.
Ci sono persone che solo a sentire parlare di respirazione regolata o di rilassamento si agitano di più perché si ritengono incapaci di qualsiasi forma di controllo personale. Lo stato di agitazione è parte stessa del problema per cui bisogna pur partire da qualche parte !
Non c’è una misura uguale per tutti. Ciascuno parte dalla situazione in cui si trova.
Se siete arrivati a leggere fino a questo punto… potete ritenervi capaci di proseguire poiché le vostre condizioni sono ancora recuperabili.
L’alternativa consiste di ascoltare la mia voce
Il termine “condizionato” significa che assocerai ad un evento solito, (esempio: toccare una maniglia di una porta, orinare, o anche unire il pollice all’indice di una mano) quello di stare calmo e rilassato come in un certo momento dell’esercizio.
Non ti dirò quando inizierai l’esercizio in quanto è già iniziato se sei arrivato fino a qua.
Puoi ora fare un semplice respiro e concentrarti solo un attimo sulle tue palpebre. Sentirle ancora aperte fino a quando non ti viene voglia di battere le ciglia e incominciare a sentirle un poco più pesanti.
Basta dirsi: “le mie palpebre sono più pesanti ora”.
Rimani venti secondi su questa posizione.
Se ti sembra poco quello che hai fatto finora allora puoi continuare e osservare come sono poggiati i tuoi piedi. Quale posizione hanno le dita dei tuoi piedi.
Puoi dire adesso: “ i miei piedi poggiano pesantemente per terra, ne sento pienamente in contatto”.
Se mantieni fermo il corpo per ancora 30 secondi la prima parte dell’esercizio è conclusa. Da questo momento puoi prenderti una pausa oppure continuare.
Seconda parte
Se sei rimasto fermo e immobile seduto su una sedia o poltrona coi braccioli con le gambe non accavallate e le braccia distese e appoggiate, sono passati all’incirca 3 minuti.
Rimanere fermi è una condizione indispensabile. Tuttavia potrai prefiggerti questo traguardo. Molte persone pensano di non riuscirci ma poi rimangono sorpresi di quello che sono capaci di fare.
Rimanere fermi e concentrati sul proprio corpo aiuta a raggiungere una condizione di calma interiore e a correggere gli stati emotivi di ansia e pensieri disfunzionali. Il controllo arriva dapprima per pochi secondi e successivamente per un tempo sempre maggiore. Si tratta di un allenamento. La fiducia accompagna ogni piccolo passo per il miglioramento e il processo si autoalimenta.
Più si fanno esercizi più si migliora.
In questa seconda parte la concentrazione ritorna sulla pesantezza delle palpebre.
“Le tue palpebre sono pesanti, sempre più pesanti.
Talmente pesanti che ti viene voglia di chiuderle. Aspetta ancora un poco prima di chiuderle.
Devi essere sicuro che le tue palpebre vogliono chiudersi.
Ecco, le tue palpebre vogliono chiudersi…..
…………ora.
Le tue palpebre si sono chiuse e tu ti lasci andare a questa volontà.”
“Contemporaneamente davanti ai tuoi occhi si forma una immagine precisa, quella di una persona a te cara.
Si presenta con il suo volto e tu ne puoi osservare i dettagli.
Sta sorridendo oppure è seria ?
Ti sta parlando oppure sta in silenzio?
Vedi chiaramente le sue labbra muoversi e non senti la voce?
Vedi le smorfie espressive del suo viso mentre ti sta comunicando qualcosa di importante ?
Serio ?
Sta sorridendo ?
Si vedono i suoi denti ?
Come sono le sue labbra ?
E gli occhi ?
Vuoi rispondere al suo sorriso ?”
“Rimani così e potrai constatare la pesantezza delle tue gambe e del tuo corpo mentre si rilassa e si distende con un bel respiro. “
Puoi fermarti a questo punto dell’esercizio e riprendere le tue attività e il movimento se vuoi. Puoi anche continuare oppure riprendere l’esercizio ripercorrendo tutte le tappe fino a questo punto e continuare. Oppure puoi rimanere su queste attività fino a quando non ti senti di continuare.
Ricorda però che più esercizi fai meglio ti sentirai.
Terza parte
Fino a questo momento sono passati circa 6 minuti. Durante questo tempo hai avuto modo di ritornare più volte all’inizio del percorso. Non ti preoccupare se impiegherai tempo per continuare con la terza parte.
La percezione personale del tempo è un altro elemento del tuo problema. Se fino ad ora ti è sembrato di averla cambiato un pochino nel senso che lo senti più dilatato, va tutto bene.
Dilatare il tempo è una esperienza che ti condurrà progressivamente verso il superamento della malattia. Abbi ancora pazienza.
Per i prossimi 3 minuti concentrati ancora sul corpo.
E’ necessario che corpo e mente siano amici.
Considera il tuo corpo una cosa da utilizzare ai fini del tuo miglioramento psicologico. Dagli sempre più importanza.
“Ora le gambe sono pesanti ….. sempre più pesanti
Le braccia sono pesanti e distese.
Fai in modo da lasciarle distese, ferme e abbandonate ……
Completamente rilassate.
Rilassa completamente il tuo corpo a partire dalla schiena
Rilassa ora il collo e i muscoli della faccia.”
Il tuo corpo è calmo e rilassato mentre sei disteso su una spiaggia mentre una leggera brezza ti accarezza i capelli e ti sfiora con un soffio leggero.
Il rumore delle piccole onde ti giunge mentre le tue braccia sono distese e le tue mani toccano la sabbia. Ti lasci scorrere la sabbia tra le mani mentre il ritmico rumore delle onde ti culla.
Nel cielo azzurro delle piccole nuvole si rincorrono e formano immagini simili ad oggetti. Ora si compongono a formare un animale…. Ora si scompongono e si disperdono al vento. Segui questo fluire mentre ti senti sempre più disteso e comodo sulla spiaggia silenziosa e tranquilla. Il tuo corpo è rilassato e tu senti una calma che ti pervade. Sei sempre più calmo e rilassato mentre assapori la bellezza della natura e le sensazioni di relax in tutto il tuo corpo.
Ogni cosa va bene e tu ti senti sempre più calmo e sicuro……
Calmo e sicuro…….
Immagini di un passato sereno si formano nella mente e vecchi ricordi ti aiutano a raggiungere una condizione di calma interiore nuova. Ora puoi abbandonarti sempre più ai ricordi e vederti mentre giochi felice e spensierato.
Tutto ciò è un tuo preciso diritto.
Sorridi quando ne sei pienamente consapevole.
Quando ti senti veramente sereno e pensi di avere raggiunto un punto di pace interiore visualizza con tutta pienezza le dita indice e pollice che si congiungono. Automaticamente la tua mano farà questo gesto. E’ un primo segno di dissociazione. Le dita della tua mano assumeranno questa posizione in piena autonomia come se fossero staccati da te, dalla tua volontà. Non temere di questo in quanto è un preciso e segno del buon funzionamento del tuo sistema nervoso autonomo.
Questa manovra è il segnale che il tuo corpo è in armonia con la tua mente.
Potrai rimanere in questa posizione per circa un minuto, il tempo non ha importanza. Lasciali stare per un po’. Dopo di che potrai staccarti da quella situazione visualizzando i numeri da uno al cinque e contando mentalmente.
Potrai in seguito prolungare questo esercizio con alcune altre tecniche quali la levitazione del braccio ed altre esperienze di dissociazioni.
Appena riprendi le tue normali attività potrai notare i miglioramenti rispetto a prima e segnarli in un diario. Ti serviranno per ricordare tutti i progressi che avrai e ti daranno la certezza di continuare lungo questa strada.
Se si dice a qualcuno che soffre di ansia cosa fa di solito per rilassarsi, egli incomincia a citare le volte in cui va in vacanza oppure si dedica ad un hobby o va a vedere un film cosiddetto di “evasione”.
Più raramente ti spiega che per rilassarsi si lascia andare e non pensa a niente cercando di fare il vuoto nella mente. Altre volte viene citato il modo in cui ci si lascia andare la sera, quando ci si mette a letto e, sdraiandosi, si emette un lungo respiro liberatorio spesso accompagnato da un gemito.
In quest’ultimo caso è possibile riscontrare nella persona che soffre di ansia un qualche barlume di auto-terapia cioè la possibilità di riprendere quelle sensazioni per attualizzarle (provarle adesso). E’ in questo modo che inizia un percorso psicoterapeutico che include la possibilità di migliorare il rilassamento muscolare, quel lasciarsi andare di cui spesso qualcuno parla a sproposito, pretendendolo subito e senza sforzi, “proprio come una volta”. Il paziente ricorda e confronta continuamente lo stato attuale con quello “di una volta” ed è proprio questo confronto che gli da la percezione assoluta di impotenza di fronte alla guarigione. Continuando a fare in questo modo, a pensare in questo modo, allontana e non avvicina la possibilità di cambiare e alleviare in qualche modo le sue sofferenze.
Qualcuno ha già sentito dire che in certi casi il pensiero è anch’esso diverso rispetto a prima essendo ora continuamente rivolto al pessimismo e a riprodurre una immagine di sé di impotenza e di sconfitta perenne. Vittime della propria mente le persone pensano che è impossibile riprendersi. I loro pensieri sono sempre più sfiduciati in quanto quella profezia che annuncia loro la sconfitta non trova eccezioni nella realtà attuale.
Ancora più forte appare la sconfitta quanto più si evidenziano le differenze rispetto a prima. Non si fa altro che sottolineare le differenze rispetto alla condizione precedente dove, a detta loro, si viveva in uno stato idilliaco. Non appena, però, la persona incomincia ad imparare a dare una direzione ai propri pensieri è pronto ad ammettere che, veramente, prima, non era proprio così. Prima, quando si stava bene, si viveva comunque una tendenza alla preoccupazione e al pessimismo. L’effetto deleterio dell’idea del peggioramento di adesso viene ancora di più aumentato se la persona aveva dei pregiudizi e la tendenza a manifestare un pensiero più spesso degli altri limitato e poco incline alla tolleranza. Si riconosce cioè di essere un tantino apprensivi e inclini alla esasperazione di certe condizioni di chiusura e di rigidità. Infatti, specialmente in questi casi si fa presto a sviluppare un atteggiamento mentale di perfezionismo e a condannare facilmente chi non si uniforma ad un modello di normalità. La condanna peggiore è rivolta a se stessi, quella di non essere “normali”.
La normalità diventa una condizione imprescindibile e il giudizio degli altri un elemento fondamentale a cui fare sempre riferimento. Le conseguenze sono una vigilanza estenuante a fare il guardiano della propria normalità, un dovere irrinunciabile.
A una mentalità di questo genere, una volta accaduto l’incidente di trovarsi sovrastati dall’ansia (spesso con sensazioni di panico o vero e proprio attacco di panico), è facile cadere vittime di una condizione in cui ci si sente fuori dal corpo e distanti dal percepire le sensazioni fisiche. Altre volte si parla di una sorte di anestesia affettiva transitoria a cui si associa l’insicurezza di vivere in luoghi affollati, del giudizio degli altri, di rimanere vittime di incidenti stradali per cui si evita di guidare l’auto anticipato dall’evitamento del traffico cittadino e delle gallerie.
Abbiamo già citato una condizione necessaria per contrastare l’ansia, riprendere la possibilità di rilassare il corpo e più precisamente la condizione di prendere di nuovo il contatto con il corpo. Imparare anche a prendere contatto con le proprie sensazioni fisiche. Queste operazioni da vivere su se stessi possono essere lunghe (un vero e proprio training) e quindi ci vuole perseveranza. Bisogna in primo luogo accettare i tempi lunghi. Al contrario, una persona che decide di contattare uno specialista per vincere l’ansia, lo vuole subito e senza sforzi. La delega sembra l’operazione più semplice, proprio come si fa coi farmaci. Infatti dai farmaci ci aspettiamo sempre una efficacia immediata. Il farmaco deve rispondere subito in quanto, ancora più di prima, in quanto il soggetto ansioso pretende le risposte in tempi brevissimi. La condizione stessa di ansia conduce le persone che prima pure lo erano, all’incapacità di percepire il tempo secondo i ritmi naturali.
Siamo arrivati al nocciolo della questione di cui sto trattando: come può una persona che ha ancora più di prima ridotto i tempi dell’attesa, che vive dentro di sé una condizione psicofisica mista di esagitazione, confusione e paura, che non ha provveduto già prima a ripristinare i tempi del proprio vivere secondo i canoni più naturali, imparare a farlo ora che le condizioni sono notevolmente peggiorate?
Ebbene, imparando a lasciarsi andare, ad arrendersi come ci si arrende davanti a un bambino. Tengo a precisare che il termine “resa” significa una resa che sottende non una rassegnazione, non una sconfitta ma una capacità. Quelli che si sono arresi almeno una volta davanti alle insistenze del proprio figlio con bonarietà e concordia possono comprendere meglio quello che dico.
Immaginate di stare a giocare con un bambino e che questi vi chiede di continuare a farlo quando voi vi siete oramai stancati. “L’ultima volta, ti prego papà !” E voi riprendete nonostante gli affanni. Oppure quando vi accorgete di avere commesso nei loro confronti un errore e desiderate dedicarvi più di prima a loro. Quel sentimento è un sentimento di sana pace interiore, di generosa accondiscendenza, di piacevole e gratificante soddisfazione. In quel momento non potete pensare a nient’altro che al benessere che vi procurano queste sensazioni. In queste condizioni i vostri pensieri sono rivolti alla bellezza della natura in cui vi sentite immersi. E’ questo un momento di sana contemplazione in cui potete lasciarvi pervadere da una atmosfera particolare. Può durare anche solo alcuni secondi, però voi sapete che ciò è possibile, a partire da adesso.


